Medicina Interna - Maiormed
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Medicina Interna

INTmedicinainternaChe cos’è la Medicina Interna?

Il termine “Medicina Interna” è stato usato per la prima volta nel 1839, a Pisa, per differenziarla dalla Medicina Esterna, cioè la Chirurgia. E’ una specialità medica che si occupa di tutti gli organi interni e dei rispettivi ‘sistemi’, quali l’apparato respiratorio, l’apparato cardiovascolare, l’apparato nefrologico, l’apparato gastroenterologico, il sistema metabolico oltre che lo studio delle malattie infettive, allergiche e immunologiche.

Ha come obiettivo principale la valutazione del paziente nella sua inscindibile unità, visto come sommatoria di diversi organi ed apparati autonomi ma integrati gli uni con gli altri a creare un’unica unità funzionale: l’organismo umano.

La Medicina Interna si pone, pertanto, alla base della scienza medica in generale, come nucleo fondante e si compone di tre aspetti fondamentali: la prevenzione, la diagnosi e la terapia. Infatti grazie alla prevenzione mira a ridurre la mortalità o gli effetti dovuti a determinati fattori di rischio, promuovendo la salute dei soggetti affetti da qualche malattia, con la diagnosi riesce a ricondurre i sintomi a una specifica patologia così da inquadrare clinicamente il caso, e, grazie alla terapia e le conseguenti cure, permette di poter riportare il soggetto alla vita sana.

Chi è il Medico Internista?

Il Medico Internista è uno Specialista che possiede numerose competenze multidisciplinari tali da consentirgli di valutare patologie complesse e multifattoriali che, normalmente, necessitano dell’intervento di altrettanti specialisti come il cardiologo, lo pneumologo, il gastroenterologo, il nefrologo, ecc.

Il Medico Internista si avvale principalmente dell’anamnesi (la storia clinica raccontata dal paziente) e della semeiotica medica (la visita da parte del medico) che permette, in mani esperte, un buon orientamento diagnostico differenziale.

Il ruolo del Medico Internista nel percorso gestionale del malato complesso risiede nell’applicare un approccio sistematico, multidimensionale, individualizzato, in grado di portare ad una valutazione integrata delle singole patologie coesistenti nello stesso individuo e delle loro interazione sul piano clinico. Ciascuna condizione da cui un individuo è affetto viene, quindi, valutata non in maniera isolata, ma in un contesto più ampio.

Di fronte a un quadro complesso il Medico Internista inizia ad osservare un dato fenomeno o più fenomeni in contemporanea, identificando i segni/sintomi rilevanti nell’ambito del quadro clinico e attraverso un procedimento ipotetico-deduttivo procede alla formulazione di un’ipotesi che possa spiegarlo. Dall’ipotesi avanzata vengono in seguito dedotte una o più conseguenze.

Se le conseguenze previste vengono osservate, l’ipotesi sarà corroborata e accettata come vera; viceversa, se esse non vengono osservate, sarà proposto un secondo sistema di ipotesi.

Grazie a tale processo ipotetico-deduttivo il Medico Internista giunge, alla fine ad una diagnosi clinica che ha lo scopo di chiarire la natura e i meccanismi di insorgenza dei quadri clinici ed formulare, successivamente, una strategia terapeutica mirata.

Quando è consigliabile rivolgersi al Medico Internista?

E’ consigliabile rivolgersi al Medico Internista per ottenere una valutazione complessiva ed approfondita della propria condizione clinica coscienti della capacità del professionista di analizzare l’organismo umano nella sua totalità e dare un giudizio complessivo di normalità ovvero di problematiche da approfondire.

Ogni qual volta si riconosca un possibile problema o quando, comunque, si ritenga utile ascoltare il parere di un medico, sarebbe opportuno preferire interpellare uno Specialista in Medicina Interna, il più adatto a discernere le varie problematiche psicofisiche ed indirizzare, eventualmente, verso processi diagnostici mirati.

Cosa aspettarsi da una visita di Medicina Interna?

La visita di Medicina Interna è basata su la raccolta di un’accurata anamnesi (il paziente racconta il suo passato e la sua sintomatologia) e su un attento esame obiettivo. L’esame obiettivo si compone di quattro fasi fondamentali:

  • L’ ispezione, ossia il guardare e notare eventuali situazioni anatomiche alterate del corpo del paziente.
  • La percussione, ossia il percuotere leggermente il corpo in determinate sedi, mettendo in vibrazione le strutture sottostanti. I suoni prodotti possono essere normali o alterati, indicando una eventuale patologia.
  • L’ auscultazione, diretta (con l’orecchio) o indiretta (con lo stetoscopio), rileva i suoni emessi durante il funzionamento di vari organi (cuore, polmoni, intestino, grandi vasi).
  • La palpazione, ossia il toccare certe zone anatomiche per individuare eventuali modificazioni anatomiche o funzionali. Attraverso la palpazione si possono cogliere informazioni circa la temperatura di un distretto corporeo, le caratteristiche della cute, le dimensioni e struttura di alcuni organi (per esempio fegato, genitali, addome in generale), la presenza di dolore etc etc.

Valutato quindi lo stato di salute complessivo del paziente, considerando gli aspetti anamnestici, i reperti fisici riscontrati durante l’esame obiettivo, i reperti psicologici riscontrati durante l’anamnesi, il Medico Internista giungerà ad una conclusione diagnostica e, se necessario, ad una prescrizione farmacologica. Potranno, inoltre, essere richiesti accertamenti laboratoristici (prelievo di sangue) o strumentali (Ecografia, Rx, TC, RM, Gastro o Colonscopia, ecc.) per ottenere ulteriori approfondimenti o per validare l’ipotesi diagnostica formulata.

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